OSPEDALE NUOVO PADOVA, BENEDETTI (M5S): SI PIANIFICHI EVITANDO DI BUTTARE SOLDI E SUOLO IN SOLUZIONI TAMPONE

“Qualunque sia la scelta che emergerà dal responso della commissione tecnica incaricata, si proceda con una pianificazione che tenga conto anche delle necessità imminenti e dei progetti già avviati, limitando il consumo di suolo e di risorse.”

Torna ad intervenire sull’annosa questione del nuovo ospedale la deputata Silvia Benedetti alla vigilia del pronunciamento sulla scelta finale per il nuovo polo.
“Riteniamo indispensabile -spiega Benedetti- che, una volta stabilita la soluzione finale, la programmazione tenga conto anche degli interventi già previsti, affinché non si buttino soldi pubblici e cemento su soluzioni temporanee. E che tutto ciò, in ogni sua fase, venga portato avanti con la partecipazione di tutte le istituzioni e le realtà direttamente o indirettamente coinvolte.”
“Ci riferiamo, ad esempio, al progetto per la nuova pediatria. Non è ammissibile che si parta col progetto per una nuova struttura, che sicuramente non risolverà con urgenza la grave situazione attuale della pediatria, senza sapere ancora quale sarà poi la destinazione finale dell’area in cui si prevede di farla sorgere o quali saranno i piani per l’organizzazione del nuovo polo ospedaliero. Allo stesso modo, chiediamo che in quest’ottica si considerino l’intervento previsto per rinnovare il reparto di anatomia patologica al Giustinianeo che costerebbe alla collettività 4/5 milioni, senza ancora sapere quale destino toccherà a quella struttura, e il progetto per il centro immunotrasfusionale che attualmente richiederebbe una messa in sicurezza urgente, ma in un edificio, il monoblocco, che con ogni probabilità potrebbe essere destinato alla demolizione dopo pochi anni.”
“Crediamo sia assolutamente necessario -conclude la deputata pentastellata- che, qualsiasi strada si deciderà d’intraprendere, si agisca garantendo, parallelamente all’avanzamento dei nuovi lavori, il recupero del vecchio, rigenerando il più possibile gli spazi liberati ed evitando l’abbandono degli edifici in disuso, come purtroppo già verificatosi in vicende simili poco distanti da Padova. Il tutto, anche volto ad evitare qualsiasi tipologia di speculazione privata.”

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