LEGGE DI STABILITA’, BENEDETTI (M5S): ENNESIMO COLPO DI MANO CHE TENTA DI COLPIRE IL DESTINO DEL PARCO DEL DELTA DEL PO

“Ancora una volta la legge di stabilità viene utilizzata come calderone per far passare provvedimenti nascosti che, come spesso accade, non rendono giustizia al valore di un territorio considerato riserva della biosfera.”

 

Il commento arriva dalla deputata Silvia Benedetti rispetto a un emendamento dei senatori Caleo e Vaccari (Partito Democratico) che, con la proposta ex novo d’istituire il Parco interregionale del Delta del Po, supererebbe il ddl sui parchi e le aree protette.

“Durante la discussione in Aula -spiega Benedetti- avevamo proposto un emendamento che avrebbe blindato la nascita di un Parco del Delta del Po unito tra le due Regioni e tutelato anche rispetto alle attività economiche che vi insistono e alla gestione delle problematiche nella gestione fluviale e della fascia costiera. Con il nostro emendamento, qual’ora tra Veneto ed Emilia Romagna non si fosse raggiunta l’intesa per il Parco interregionale, si dava mandato al Ministro dell’ambiente d’istituire di conseguenza un parco nazionale che garantisse lo stesso tipo di tutele.”

“La proposta dei due senatori del Pd -continua la deputata pentastellata- prevede in sostanza di cancellare la possibilità del Parco nazionale lasciando la responsabilità del nuovo non meglio definito “parco” nelle mani delle due Regioni che ad oggi hanno sempre negato l’intesa, oltre ad aver già ampiamente dimostrato l’inadeguatezza rispetto all’amministrazione di un patrimonio tanto importante. Questo scenario non è altro che il presupposto affinché venga sostanzialmente mantenuta la gestione attuale, che non valorizza e tutela assai poco.”

“Questa iniziativa -conclude la portavoce- rischia di minare pesantemente e inesorabilmente il destino di un territorio e di un’area naturalistica d’interesse internazionale, per altro utilizzando i classici stratagemmi propri della vecchia politica che, di fatto, vanificano tutto il confronto che c’era stato sul tema. A tutto ciò non potremmo che opporci con forza tenendo anche conto che, mentre si tenta di far passare questi provvedimenti con la finanziaria, la legge competente sui parchi è arenata in Senato. Il Delta del Po, per peculiarità, risorse, estensione e problematiche deve diventare un Parco nazionale.”

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