AMBIENTE, SILVIA BENEDETTI (M5S): SCONCERTANTE NO DEL MINISTERO A LIMITI NAZIONALI PFASS. EPPURE GUERRA DICEVA COSE MOLTO DIVERSE

“E’ a dir poco sconcertante il rifiuto da parte del Ministero della Salute a voler fissare limiti stringenti ai Pfass a livello nazionale, come richiesto anche dalla Regione Veneto. La gravissima contaminazione che sta colpendo il nostro territorio non dovrebbe essere sufficiente affinché in tutto il paese si evitino altri disastri simili? E’ nota in proposito la posizione del M5S, che proprio per colmare il vuoto normativo esistente, ha depositato in Parlamento una Pdl, di cui sono stata prima firmataria, esattamente per porre limiti rigidissimi alla presenza di queste sostanze nelle acque. La Regione quindi con noi sfonda una porta aperta. Il secco no da parte di Raniero Guerra non solo è gravissimo, ma appare schizofrenico. Stiamo infatti parlando dello stesso direttore generale della prevenzione per il Ministero della salute  che meno di due anni fa espresse posizioni diametralmente opposte da quelle attuali riguardo l’allarme sull’uso di queste sostanze. Che cosa sarà mai accaduto per fargli cambiare idea tanto rapidamente?” Così la deputata Silvia Benedetti (M5S)  riguardo la posizione assunta ieri dal Ministero della Salute rispetto alla richiesta avanzata dalla Regione Veneto di fissare a livello nazionale i limiti di Pfass.

“Come risulta anche dai verbali dell’audizione davanti alla Commissione ecomafie del 6 luglio 2016, in cui si approfondiva il tema dei Pfass (http://www.camera.it/leg17/1058?idLegislatura=17&tipologia=audiz2&sottotipologia=audizione&anno=2016&mese=07&giorno=06&idCommissione=39&numero=0108&file=indice_stenografico), il dirigente ministeriale Guerra rimarcava l’esistenza dei forti rischi prodotti da queste sostanze anche in relazione alla recente produzione a catena molecolare corta,  che secondo la società vicentina Miteni invece non ponevano problemi. E fu sempre Guerra, nel corso di quella audizione, a parlare dei timori sulla qualità dell’acqua potabile nonché sui cibi, mettendo in guardia sul rischio di una estensione massiccia del problema.” Ricorda la deputata veneta.

“Quali fatti sono sopraggiunti per mutare le posizioni del dirigente ministeriale? Quali iniziative avrà mai messo in campo il Ministero che dirige, al punto tale da tranquillizzarsi sulla pericolosità dei Pfass e da ritenere inutile fissarne i limiti sul territorio nazionale?”

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