OSPEDALE NUOVO PADOVA, BENEDETTI (M5S): NESSUNA ROGRAMMAZIONE PER EVITARE CONSUMO DI SUOLO

“La campagna elettorale ormai entrata quasi nel vivo sta mandando in scena l’ennesima manifestazione di come la politica patavina non sia in grado di vedere oltre il proprio naso, per il futuro di questa città e del territorio.”

Ad andare all’attacco è la deputata padovana Silvia Benedetti: “Sembra quasi unanime la volontà di voler distruggere altro territorio andando in cerca dei pochi spazi rimasti liberi per costruirci un ospedale, chissà quando e chissà con che convenienza per la collettività. Nessuno richiama però l’idea, molto meno onerosa e impattante, di riorganizzare e restaurare quello attuale. Come nessuno, fatto ancor più grave, dice ai padovani che fine farà l’enorme attuale struttura qualora venissero dismesse le attuali funzioni. Non serve andare distante, basta spostarsi nella bassa padovana, per ritrovare quattro ex strutture ospedaliere quasi interamente vuote e abbandonate, a spese dell’Asl, dopo la costruzione dell’Ospedale Unico oppure vedere la fine fatta a Mestre dall’area del vecchio ospedale, ad oggi, dopo anni, ancora ferita aperta nel cuore della città.

L’esigenza per Padova e i padovani di avere un servizio sanitario adeguato e soddisfacente è senza dubbio di primaria importanza, ma in una città dove cementificazione ed edifici abbandonati ormai dilagano, anche tale esigenza non può prescindere da una seria programmazione che tenga conto per prima cosa della tutela del territorio. In questo senso non è comprensibile come sia stata completamente abbandonata l’idea, ad esempio, di far coincidere questa nuova struttura con il recupero dell’ex Seminario.”

Benedetti conclude poi lanciando un invito forte e chiaro “Anche se nutriamo molti dubbi rispetto alla credibilità di chi ne parla come opera già fatta, crediamo sia fondamentale che, prima di qualsiasi “via libera” ai lavori, sia presentato un piano concreto per il riutilizzo degli spazi del vecchio polo, risparmiando altre nuove costruzioni, e contestualmente prevedendo una compensazione ambientale con la naturalizzazione di aree e volumetrie corrispondenti o, in alternativa, che venga completamente demolito con una totale bonifica dell’area in modo da ampliare su quella superficie il parco delle mura e restituire a Padova un raro e necessario spazio verde.”

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